Una grande land!

Author: Monsieur Henri /

Ricordi d'infanzia

Author: Monsieur Henri /




In questi giorni mi sono trovata a pensare molto al mio passato. Non alla mia infanzia, ma piuttosto a quel periodo strano che sono stati i miei 13-14 anni. E' successo tutto guardando il cartone dei Tre Moschettieri, un cartone che volente o nolente mi ha profondamente toccato mentre leggevo il libro, a dodici anni, il mio primo libro. Quanto amavo Aramis! Credo incominciò allora la mia predilezione per questi personaggi femminei ma coraggiosi, anche se a distanza di anni penso che se avessi letto ora quei libri mi sarebbe piaciuto Athos. In ogni caso, mi ricordo il mio entusiasmo poco represso di cui allora facevo mostra, e le prese in giro continue perché dicevano che Aramis era una donna. Io ci stavo male, malissimo, possibile che non andasse nulla bene? Non la musica, perché non ascoltavo Nek, non la letteratura, perché non leggevo i romanzetti scemi, neppure il personaggio, perché era una donna?
E poi venne Lady Oscar. E' forse ridicolo, forse una volta avrei negato, ma penso che poche al mondo mi abbiano formato come quel cartone. Più ci ripenso più è vero, più capisco perché fu giusto che lo guardassi per la prima volta a quell'età. Ero confusa, disorientata, non capivo perché tutti dovessero guardarmi male e sparlare di me, quando non avevo fatto nulla, quando l'unica colpa che avevo era esser brava a scuola. Però sapevo che quando tornavo a casa, alle quattro, c'era una donna che era stata obbligata ad essere qualcosa che non voleva, che era sola in una grande confusione di persone, e che tirava avanti, si faceva coraggio. Non era la storia d'amore con André che mi colpiva, nonostante tutto era quella con Fersen. Il perché lo capii molti anni dopo. Però Oscar mi dava sicurezza, era la donna che avrei voluto essere, c'era lei e io mi sentivo più forte. Ero arrivata ad identificarmi talmente in lei che quando venne ferita io mi sentii male.
Poi venne il liceo, e Oscar diventò un'altra cosa per me, diventò l'amante non corrisposta, perché caso o destino Richi cominciò a chiamarmi come lei e a nominarsi Fersen, e tra me e lui cominciò lo stesso rapporto: attrazione forse reciproca, silenzio, lui che è innamorato di un'altra, lei che si aspetta nonostante questo che lui possa concederle una possibilità, e quando questa possibilità sembra arrivare lui la liquida con la frase mostruosa "la migliore amica" (con me fu "ma non avrai mica pensato che venivo dietro a te"). Stessa rabbia, stessa delusione, stessa frustrazione sfogata nello stesso modo, con la spada. Oscar divenne ancora più mia.
Senza di lei io non sarei assolutamente quella che sono. Forse, se nei miei 13 anni non avessi pianto così per la morte di Oscar, se nei miei 13 anni non mi fossi sentita male per quella puntata finita a metà, se nei miei 13 anni non mi fossi esaltata per il viso di Saint-Just e per quelle meravigliose parole di libertà (perché da allora nacque il mio amore per la Rivoluzione), forse ora sarei una persona diversa. Forse le cose sarebbero andate in tutt'altro modo.

O forse no, chi lo sa. So soltanto che se mi firmo ancora Henri in onore di quella Henri d'Herblay emula di Oscar, Henri mia vera controparte in ogni momento della mia vita, Henri la cui vita è legata indissolubilmente alla mia, so che un motivo c'è. E nacque quel giorno in cui Lady Oscar entrò a far parte della mia vita.

Do you hear the people sing?

Author: Monsieur Henri /




Do you hear the people sing,
say do you hear the distant drums?
It is the future that they bring
when tomorrow comes!


L'ho visto. E ho provato un'emozione incredibile. Quando dico che ho pianto tutto il tempo non è uno scherzo. Ai primi accordi ho avuto un brivido sulla schiena e sono scoppiata a piangere. Lo sento praticamente ogni giorno, ma essere lì, e vedere tutto... è qualcosa di completamente diverso... Seppure Fantine non fosse bravissima, come non piangere quando sul letto di morte crede di vedere la propria bambina lontana e le dice

Cosette, it's turned so cold
Cosette, it's past your bedtime
You've played the day away
And soon it will be night.
Come to me, Cosette, the light is fading
Don't you see the evening star appearing?
Come to me, and rest against my shoulder
How fast the minutes fly away and every minute colder.
Hurry near, another day is dying
Don't you hear, the winter wind is crying?
There's a darkness which comes without a warning
But I will sing you lullabies and wake you in the morning.


Non mi ero mai veramente emozionata per Stars, cantata da Javert, ma questa volta è stato magico: Stars In your multitudes Scarce to be counted Filling the darkness
With order and light You are the sentinels Silent and sure Keeping watch in the night.
You know your place in the sky You hold your course and your aim And each in your season Returns and returns And is always the same And if you fall as Lucifer fell You fall in flame!


E poi è arrivato Lui. Era perfetto. D'accordo, non era biondo, e forse da vicino vicino non era neppure questa bellezza sconvolgente. Ma era lui. Aveva i suoi gesti, la sua serietà, il suo desiderio di ideale. Era in tutto e per tutto Enjolras. Se lui fosse esistito e fosse vivo, così dovrebbe essere. Quando ha cantato Do you hear the people sing? è stato come il richiamo della Libertà fatta persona. Mi sarei alzata e l'avrei seguito.

Do you hear the people sing?
Singing a song of angry men?
It is the music of a people
Who will not be slaves again!
When the beating of your heart
Echoes the beating of the drums
There is a life about to start
When tomorrow comes!
Will you join in our crusade?
Who will be strong and stand with me?
Beyond the barricade
Is there a world you long to see?
Then join in the fight
That will give you the right to be free!
Do you hear the people sing?
Singing a song of angry men?
It is the music of a people
Who will not be slaves again!
When the beating of your heart
Echoes the beating of the drums
There is a life about to start
When tomorrow comes!
Will you give all you can give
So that our banner may advance
Some will fall and some will live
Will you stand up and take your chance?
The blood of the martyrs
Will water the meadows of France!
Do you hear the people sing?
Singing a song of angry men?
It is the music of a people
Who will not be slaves again!
When the beating of your heart
Echoes the beating of the drums
There is a life about to start
When tomorrow comes!


E quando marciava in One Day More, il fucile in mano, mi sentivo sciogliere, ricordavo i miei 14 anni, quando lessi per la prima volta quelle pagine e mi dissi che solo così doveva essere.

L'intervallo e le scene smielense tra Marius e Cosette mi hanno dato un po' di requie, ma poi subito l'aria di Eponine, un'aria splendida e in cui mi ritrovo un sacco, ha fatto scendere di nuovo le lacrime.

Il resto è storia: c'è tutta la vicenda della Barricata. E Lui era sempre perfetto, con quella camicia tirata su, quelle braccia tra l'altro bellissime, quell'irrequietezza e quel rimanere sempre sulla barricata. Ma ciò che è stato più bello è stato il rapporto tra lui e Grantaire, un rapporto che chi non ha letto il libro non può capire, ma che era geniale. Quando nell'aria Drink with me Grantaire dice che Drink with me to days gone by,
Can it be you fear to die?
Will the world remember you when you fall?
Cold it be your death means nothing at all?
Is your life just one more lie?

non avrei mai detto che si rivolgeva a Enjolras, ma qui lo fa... i due si guardano, Enjolras sta quasi per dirgli qualcosa, ma si trovano abbracciati. Un gesto meraviglioso, un gesto che avrei sempre sognato.

E quanto ho pregato perché il musical non andasse più avanti, perché Lui se ne andasse da quella barricata, l'ho pregato come se fosse la prima volta che lo sentivo o leggevo la storia, e invece la Barricata è esplosa, e mentre la musica si faceva tristissima e la scena girava, mostrando il corpo di Enjolras disteso sulla bandiera rossa, gli occhi aperti, è stato il colmo delle lacrime, non ce la facevo più, mi sentivo esplodere. Quante volte ho letto la sua morte? Quante volte ho sentito il musical? Eppure c'era tutta la magia... è stato come leggerlo la prima volta.

A dare il colpo finale è stata Empty chairs at empty tables. Ormai non avevo più nemmeno la forza di piangere. Lo odiavo, quel maledetto borghese che nel libro non si ricorda più dei suoi compagni una volta passata la rivoluzione, contento del suo amoretto da idiota e della sua felicità piccola e gretta. E lo odiavo tanto più perché quell'aria è una delle più belle dell'intero musical - e la Benny SA come mi sento quando la canto-suono!

There's a grief that can't be spoken.
There's a pain goes on and on.
Empty chairs at empty tables
Now my friends are dead and gone.
Here they talked of revolution.
Here it was they lit the flame.
Here they sang about `tomorrow'
And tomorrow never came.
From the table in the corner
They could see a world reborn
And they rose with voices ringing
I can hear them now!
The very words that they had sung
Became their last communion
On the lonely barricade at dawn.
Oh my friends, my friends forgive me
That I live and you are gone.
There's a grief that can't be spoken.
There's a pain goes on and on.
Phantom faces at the window.
Phantom shadows on the floor.
Empty chairs at empty tables
Where my friends will meet no more.
Oh my friends, my friends, don't ask me
What your sacrifice was for
Empty chairs at empty tables
Where my friends will sing no more.


La morte di Jean Valjean è stata alla fine di due ore di pianto continuo. Ha solo prostrato completamente il mio corpo. Sono uscita distrutta. Sono montata sul pulman per Oxford ed è tutto il giorno che ascolto e riascolto, e vedo e rivedo.

Quel musical è un miracolo. Vorrei essere lì per vederlo ad ogni giorno... ma forse la magia è sapere che Enjolras è lì, per me, e che aspetta solo il momento giusto per cantare per me. E io lo seguirò un'altra volta, come sempre, da quasi dieci anni.

Dalla Lower Reading Room della Bodleian Library

Author: Monsieur Henri /

Ebbene, scrivo dalla Bodleian Library ad Oxford. Sono uscita da un'oretta dalla Duke Humphrey's, dove tengono i manoscritti, perché era troppo buio! E' una bella giornata, ora almeno, sembra che ci sia un vago sole.

Allora! Tralasciamo il fatto che mia mamma si era dimenticata di svegliarmi il giorno della partenza, succede, dai, e il fatto che l'Inghilterra mi abbia accolta con un tempo che chiamarlo brutto è fargli un complimento! Sto in una camera nella dependence dell'Exeter College, è un po' fuori città e quindi ho la bicicletta. Sto LENTAMENTE imparando a guidare sulla sinistra, vi assicuro che fare le rotonde al contrario è quasi un'impresa. Per fortuna qui ho già degli amici, in primis Enrico, che mi sopporta e mi sostiene - anche se non beve bah! Che dire? Non faccio una vita movimentata, anche a causa della lontananza da casina, che comunque richiede un buon 10 minuti in bici o mezz'ora a piedi, solo andata ovviamente. Sto quasi tutto il giorno in biblioteca a leggere i manoscritti. Ogni volta che decido di fare l'edizione in un modo, ecco che per miracolo succede qualcosa che distrugge i miei piani. Sigh! Vorrei una buona sana vecchia illuminazione. Anche se tra ieri e oggi è nato qualcosa... almeno nella mia mente! Sono stata ad una bellissima Passione l'altro giorno, c'era qualcosa di magico, sarà stato il canto a cappella che accompagnava la recita, oppure il posto stesso. Perché qui tutto MINIMO è del 1300. I college sono favolosi. Ci credo che sono nati capolavori come il Signore degli Anelli qua. Se non fosse per gli scrupoli che poi avrei starei tutto il giorno a leggere al sole (quando c'è). Però forse è meglio che mi concentri su altro per ora! Il solo grande problema è la cucina. Badate bene, la cucina, non il cibo. A me il cibo inglese piace. Il fatto è che al college c'è una sola cucina, e ognuno ha i suoi piatti/forchette ecc. Però per starci un mese mi sembrerebbe un po' folle comprarmi tutto. Perciò mi arrangio, anche se, a dir la verità, ho una gran voglia di pasta!!
Bene, questo è tutto per ora.
Ah, domani vado a vedere i Miserabili a Londra. Se non mi vedrete più scrivere su questa pagina è perché mi sono sciolta di lacrime, non preoccupatevi.

Una lettera

Author: Monsieur Henri /

Qualcosa di letteralmente sconvolgente è successo improvvisamente nella mia vita. Sabato, mentre stavo per andare a prendere il treno per andare a Padova e festeggiare la Cosina Zuccherosa, apro la cassetta della posta e vedo una lettera di Oxford. Subito ho pensato "questi qui mi dicono: grazie del tentativo, nice shot, ma rimanga nella sua bell'Italia piena di sole", come se di sole ce ne fosse. Ero quasi tentata di lasciarla lì e andare in stazione, quando mi sono detta che almeno l'aprivo. E l'ho fatto.
Ho visto il posto di Dottorato in Medieval and Modern Languages, inizia il 12 ottobre.

Non so cosa dire, sono in uno stato confusionale allucinante. All'inizio non me n'ero veramente accorta, non avevo veramente capito, e prima della gioia c'è stata tutta l'ansia per Corra, perché sicuramente sarà un cambio di vita molto grosso. Ma lui era felice, e mi diceva "ora andiamo a Pisa io e te e gliela mostriamo, a quei bastardi, la lettera che ti invita, e gli diciamo quanto hanno perso segandoti per qualche mistero burocratico". Non avrebbe potuto dire parole più belle.

E allora dopo l'ansia è venuta la gioia, e sono completamente fuori. Mi trovo per la strada che rido così, oppure che mi scende una lacrimuccia di gioia, e quando ho visto la Chiara che mi abbracciava quasi più felice di me non ci ho creduto, era una sensazione meravigliosa, di calore.

Non ci credo... Quando decisi di far lettere classiche nonostante la disfatta di Pisa mi accorgevo io stessa che era una follia, ma c'era qualcosa che mi spingeva ad andare oltre, e l'ho fatto, ho seguito quel qualcosa, e ora... e ora!!

E come ha detto la Chia quando le ho gridato: "e tutto con Alessandro...", "è un sogno che diventa realtà!"

Non ci credo... vi prego, non svegliatemi, vi prego!

Se solo...

Author: Monsieur Henri /

Mi dico sempre: "Ok ora guardo le sue foto, mi accorgo che è invecchiato, che è un po' ingrassato, che è padre e la faccio finita". E guardo le sue foto, vedo che è invecchiato, un po' ingrassato, padre, e semplicemente non la faccio finita. Ricordo quei momenti di gioia pura, quell'incontro che mai avrei osato sperare, ricordo il suo profumo, quei fiori, ricordo quella notte che non dormii pensando a lui.
E poi come una folle mi metto ad ascoltare "L'Elisir d'Amore", vedendo lui, e solo lui, ricordo tutte le sue mosse, tutti i gesti, è come se fosse davanti a me.

Mi chiedo se mai riuscirò a dimenticarlo. Ma non credo, né sono sicura di volerlo dimenticare. A volte sì, vorrei che non fosse mai venuto nella mia vita. E quanto più vorrei questo, tanto più vorrei vederlo di nuovo. Tutte le volte che vado a teatro a Reggio è un incubo, lo sguardo va al palco 4 del II ordine, lo vedo mentre si alza e si inchina, lo immagino su quel palco, ricordo i melomani e li odio.

Oggi mentre tornavo da canto mi sono chiesta se per caso Alistar lo conosce. Vorrei avere il coraggio di chiedergli. Ma so che se la risposta è no allora andrà tutto bene, se la risposta è sì... mi faccio già mille viaggi, mille film... potergli parlare anche solo una volta... ma se poi il Sogno è migliore della realtà? io cosa posso fare in quel caso? Rimanere delusa un'altra volta?

Se solo non tornasse così spesso nei miei sogni...

28 gennaio 1794

Author: Monsieur Henri /

Addio amore mio... Ancora un anno, ancora un addio... Tutti gli anni sarà come se io portassi quella rosa bianca sulla tua tomba, ogni anno tu sei lì ad accoglierla...
Amore mio, non mi lasciare..

Cherry

Author: Monsieur Henri /

E' entrata un'altra persona nella mia vita, improvvisamente, senza che me lo aspettassi, dentro una busta bianca. Pensavo fosse una busta bianca qualsiasi, ma non lo era. Era mandata dall'associazione La Terre des Hommes, pensavo fosse una pubblicità, semplicemente, ma quando l'ho aperta c'erano due foto di questa bambina di sei anni, dai tratti orientali, ma non cinesi. Aveva due occhi nerissimi e tristissimi, capelli corti scuri ed aveva una strana pasta bianca sulle guance, tipo un trucco. Indossava un vestitino da festa verde, forse troppo grande per le sue braccine.

Questa bimba ha un nome, si chiama Cherry, è del Bengala. Ha una famiglia, tre fratelli, ma il padre solo porta a casa dei soldi quindi ci sono mille problemi. Per questo i miei l'hanno praticamente adottata a distanza. Non è una vera e propria adozione, in quanto lei una famiglia ce l'ha, però si provvederà ad un'assistenza mensile, e sono fiera dei miei per questa cosa.

Quando ho visto quelle foto mi sono subito venuti i lucciconi. Era così bella, e così triste, come un fiore che non potrà mai sbocciare, che verrà continuamente calpestato dai passanti. Che cosa diventerà tra qualche misero anno quella bambina? Cosa le succederà? Domande a cui noi troppo spesso chiudiamo le orecchie.

Però una cosa è certa, che quella bambina è entrata nella mia vita come una folgore. Mi ha fatto piangere, mi ha fatto pensare, e mi ha fatto dire "Questa in qualche modo ora è diventata tua sorella..." E lo è. Ho una sorella ora.

Nuovo template e un pensiero

Author: Monsieur Henri /

Anno nuovo vita nuova e nuovo template! Non chiedetemi come sia stato fatto, perché se non ci fosse stata Ele non avrei manco saputo da dove cominciare!! Ma è stato fatto!! Non era come l'avevo pensato, nelle mie idee doveva rimanere tutto neri con rose bianche, ma sembra che non sia possibile! Intanto dalle strane parole in cui è stato descritto temo che il mio unico apporto veramente personale sarà quello di scrivere post!
Ma vabbé!! Alea iacta est!!

E sono reduce dal compleanno di Richi. Che strano, guardarci dopo tutti questi anni. Guardare quegli occhi che io avevo amato e vedervi un amico... la gente non credo cambi totalmente negli anni. Certo, il tempo passa, le strane si incrociano e si scrociano, ma c'è sempre quella specie di impronta digitale che ci contraddistingue tutti. Io sapevo perfettamente che tipo di regalo fargli, e penso anche lui sapesse la stessa cosa per me. E tutti i ricordi si condensano in due momenti, quello della delusione e quello della creazione. Ho di nuovo Eco di Luci accanto a me, devo dire che è una delle cose di cui sono più fiera in assoluto. Certo, riguardandolo avrei scritto cose diverse ora... forse avrei totalmente cambiato storia. Ma allora era così che doveva andare, e quando scrivevamo che Jean e Constance erano stati insieme lui forse non si accorgeva che in fondo al mio cuore l'avrei davvero desiderato. Ma non importa più. A volte mi chiedo se lui l'abbia mai capito, ma anche questo non importa più. Importa ciò che siamo. E lui sarà sempre un po' Jean, quello che diceva "i tuoi occhi che chiedono solo amore", e in me ci sarà sempre Constance, che vuole parlare al vento "del mio sogno infinito". E questo sì che importa.

Quintus Hibernus Agon della Settima Torre

Author: Monsieur Henri /



Come ogni anno, è appena uscito il bando dell'Hibernus Agon alla Torre!! Chiunque legga questo post... se volete partecipare a questa gara narrativa andate sul sito, non ve ne pentirete!! :D

Di Neve e Perfezione

Author: Monsieur Henri /

Era bella, nonostante tutto, la neve stamattina, mentre alle sei e mezza venivo da casa del Munz. E' vero, non erano passati ancora gli spazzaneve, è vero, era pericolosa, forse anche troppo, ma non importava.
In qualche modo sapevo che nulla sarebbe andato storto.
Forse perché era così che doveva iniziare un nuovo anno, anno che sarà terribilmente duro, con una patina di neve fresca, con delle risate, con l'assicurazione che il mondo cambia, le persone cambiano, si perdono, si ritrovano, ma si ama il Capodanno perché si è tutti lì, ed è un nulla tornare a ridere.
Non ho molto sonno, a dir la verità... vorrei rimanere a guardar la neve che cade con qualche bella musica, ma credo che se domani, se oggi, voglio vivere è meglio che lo faccia.

Però voglio ricordare quella neve. Se il mondo fosse tutto bianco come quella neve sarebbe un mondo perfetto. Io adoro la Perfezione, la considero come una delle risorse che possiede l'uomo per fuggire dal mondo, da se stesso anche. La Perfezione non si può descrivere a parole: è guardare una statua greca, una di quelle del periodo severo, e sentire che non c'è nulla che non vada, anche se non sapresti dire perché; è ascoltare le prime note del secondo tempo della Settima di Beethoven o il funerale di Sigfrido e capire che una nota in più o in meno distruggerebbe tutto; è vedere quei meravigliosi templi antichi stagliarsi nel profondo della vegetazione sentendo in te la presenza di antiche civiltà, di storie antiche e quotidiane.

Non esiste la perfezione. Ma esiste La Perfezione. Quella a cui noi aspiriamo, quella che ci fa sobbalzare per le prime note della Settima, quella che ci fa restare imbambolati davanti ad una statua greca... e anche quella che tentiamo di trovare in un mondo che si ricopre lentamente di bianco. Non la troveremo, perché essa è solo dentro di noi. Ma vale la pena di cercarla, no?

Buon 2009 a tutti.

I sogni son desideri di felicità...

Author: Monsieur Henri /

I sogni si avverano: se non esistesse questa possibilità la natura non ci spingerebbe a sognare. - J. Updike

Quando sei piccolo prima o poi vedrai ben Cenerentola, e imparerai a memoria la canzoncina "I sogni son desideri di felicità...". Ma forse, quando diventi grande, hai perso la speranza che un giorno qiei desideri, quei sogni possano farsi veri, che tu possa veramente raggiungere quel momento in cui dirai all'attimo che fugge "Arrestati, sei bello" come Faust.

Io avevo un sogno. O meglio, ho più sogni, di cui uno dura da otto, quasi nove anni, e cioè quello di riveder Massimo cantare di nuovo a Reggio. L'ho visto a Milano, questo è vero, ma Reggio mi ha sempre dato l'idea di essere più vicina a me, perché è la mia città, perché conosco il teatro stesso... insomma, per tutta una serie di motivi... Ebbene, no, non è successo. L'ultima volta che è venuto a Reggio è stato nel doloroso 2001.

Ma è successo qualcos'altro. E' entrato su FaceBook. E dopo una quantità enorme di pare ("gli scrivo, non gli scrivo, è lui, non è lui, chissà che pensa, chissà se risponde, chissà se non mi risponde et similia"), gli ho finalmente (anche grazie alla spinta di Ele, che ringrazio come agli Oscar!) scritto per chiedergli se era lui e dicendogli che lo avevo visto a Reggio. E mi ha risposto...

Dopo otto anni il tempo si è cristallizzato, mi è parsa una cosa meravigliosa. E' indescrivibile quel che ho provato, ma so solo una cosa, che sono felice, felice, felice.

Che il mio sogno si è avverato. Che vorrei dire all'attimo "Arrestati, sei bello!". Che vedo tutto a nuvolette e ad angioletti.

Sì, sono felice... sono tremendamente felice.

Silenzi e grida

Author: Monsieur Henri /

Giusto perché avevo poco sonno loro sono riusciti a farmelo passare. Gli adulti sono peggio dei bambini a volte. Non gli adulti con i ragazzi, quello alla fine si sistema quasi sempre. Gli adulti tra di loro. E il silenzio che alterna le urla è forse la cosa più assordante che si possa sentire...

Lettera ad un amico

Author: Monsieur Henri /

Caro Munz,

Ci sono giornate in cui le cose dovrebbero per forza andar bene. Insomma, voglio dire... era pur sempre la mia festa, con i miei amici, e la pizza, e la torta, e tutto quanto, i regali (bellissimi!), le stelle, l'alcol (fiumi d'alcol), eccetera...

Ma è inutile. A volte quel tipo di giornate passano, seppure con le risate, con un magone addosso che è inutile sperar di togliere, nemmeno con tutte le candeline e con i regali del mondo.

Perché non c'è molto da dire... dire che mi dispiace per il Munz è cosa ovvia e banale. Non è giusto! Lui è sempre così solare, e allegro, sempre pronto a farsi in mille per tutti, spontaneo, manifesto nei suoi sentimenti. Ci conosciamo praticamente da otto anni secondo me. E' stato vicino a me in molte occasioni, in una soprattutto che mi aveva parecchio turbato, ma soprattutto è veramente sempre lì per te. A fare lo stupido, ad ascoltarti, a volerti semplicemente bene.

E allora non è giusto! Non a lui!

Perché mi chiedo se tornerà quello che era, mi chiedo quanto io possa essere d'aiuto in questo momento. Che cosa posso dargli? Chissà quante volte, oggi, ha sentito le parole che gli ho scritto per messaggio, e cosa le differenzia da quelle di qualcun altro? Io spero che abbia capito con quanto affetto gliele ho scritte. Perché è vero, io gli voglio bene, tanto bene! Mi fa così piacere stare con lui!! E spero solo di poterlo stare ancora.

E poi c'è il solito fattore 'padre'+'cuore'. Se ci penso, io non ricordo veramente bene quel periodo, quasi quindici anni fa. Ricordo quella sera, questo sì, e il giorno dopo a scuola, e poi quando era venuta la nonna a tenermi insieme alla pro-zia, e l'ultimo giorno, a Bologna. Ma non ricordo chiaramente nessun altro episodio. Però dev'essere rimasto tutto dentro, come un dolore che bolle in pentola per anni, come qualcosa che non è mai stato totalmente superato. Perché è venuto fuori alla morte del padre della Francy, è venuto fuori quando papà è stato operato questo inverno ed è venuto fuori adesso. E' come un'ossessione, una paura senza fine, il terrore che allora avrebbe potuto essere qualcosa di diverso, e che quel qualcosa di diverso si ripresenti.

E mi sento egoista in questo pensiero. Perché ora cosa starà facendo il Munz? A cosa penserà? Come sarà questa notte orribile? E io ho il coraggio di pensare a me...

Però vorrei che lui sapesse che quelle parole sono vere. Che io gli sono davvero vicino, e che tutta la festa del mondo non è stata e non sarebbe mai stata la stessa senza di lui e sapendo che lui sta male.

Non ti auguro la buonanotte, Munz, perché so che non sarà buona. Ma ti auguro solo di sentire quanto bene ti voglio e ti vogliamo. Ora soprattutto, ma sempre.

Un bacione, Munz. E ricordati.

Memorie allo sbando

Author: Monsieur Henri /



Mi sono addirittura chiesta perché nonostante tutto non abbia sonno. Nonostante tutto vuol dire: letto alle 5.00 del mattino, sveglie varie alle 7, alle 9 e alle 11, poi viaggio a Padova andata-ritorno in giornata, partiti alle 14.30 e tornati a casa alle 20, e poi uscita di nuovo con Richi.
Vi rendete conto? Me lo sono ADDIRITTURA chiesto!

Ma è ovvio! Perché non faccio altro che pensare alle giornate che ho passato, alla mia festa. Lo ammetto, dire che ero agitata era eufemistico. Ho sempre paura che le cose vadano a quel paese improvvisamente, che succeda sempre il patatrac e che soprattutto io non sia in grado i gestire tutto. E all'inizio mi è sembrato veramente così! Luca mi arriva alle 5 dicendomi che è perso per Reggio, e che spera di trovare la stazione, e ovviamente in quello stesso istante arrivano le Arpie e Marco, quindi sdoppiamento! Poi Nick da una parte e Ste dall'altra, con una corsa a prendere Pier in stazione. Mi sono detta: "ok, stasera non reggo! Faccio un disastro"

Ma poi tutto si è sistemato. Tutto è andato perfettamente. Il mini aperitivo con tanto di zanzare assassine, che OVVIAMENTE hanno preso di mira soprattutto noi povere Arpie; poi la cena a Montalto, con l'apertura dei vostri meravigliosi regali; poi il ritornare in centro a bere qualcosa; e alla fine andare a casa di Corra io, Corra (ovviamente), le Arpie e Marco per dormire e nonostante il povero Marco fosse distrutto rimanere fino alle 5 a parlare, a prenderci in giro, a minacciarci di morte!

Insomma... sinceramente non me la sento di fare il resoconto puntiglioso, non devo scrivere un trattato di storia.

Ma tutti i ricordi vengono a me, mi sento soverchiata, mi fa bene, mi sento bene, ora finalmente tranquilla senza le mie solite mille pare. E guardo i regali che mi sono stati fatti, che sono splendidi (no, Ele, non l'ho ancora fatto il puzzle, aspetto di avere più connessioni neurali), e penso semplicemente che il più bel regalo che mi abbiate fatto sia stato venire tutti, da Padova, Roma, Verona, Bologna, tutto per me. E' un gesto meraviglioso, un gesto che non dimenticherò mai e poi mai.

Grazie a tutti, altro non so e non ho il coraggio di dire. Grazie di avermi regalato questo compleanno splendido.

Un bacione a voi tutti che c'eravate in corpo e in spirito.

La vostra Arpia/Winterflame/Macedone/pittbull inferocito!

9 Termidoro, anno II

Author: Monsieur Henri /



"Je suis fait pour combattre le crime, non pour le gouverner. Le temps n'est point arrivé où les hommes de biens peuvent servir impunément la patrie; les défenseurs de la liberté ne seront que des proscrits, tant que la horde des fripons dominera".
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Sono fatto per combattere il crimine, non per governarlo. Non è ancora arrivato il tempo in cui gli uomini di bene possano servire impunemente la patria; i difensori della libertà non saranno che dei proscritti, finché dominerà l'orda dei malfattori dominerà.

Maximilien Robespierre, ultimo discorso, 26 luglio 1794

"Je ne suis d'aucune faction, je les combattrai toutes"
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Non sono di alcuna fazione, le combatterò tutte.

Louis-Antoine-Léon Saint-Just, ultimo discorso, 26 luglio 1794


Oggi è il 9 Termidoro. Una giornata coi fiocchi, se si può dire così. La caduta di Robespierre e Saint-Just, l'instaurarsi del regime termidoriano che ha portato all'ascesa di Buonaparte, la fine di ciò che io considero La Rivoluzione.
Non voglio fare commenti politici, se mi chiamano la Giacobina un motivo c'è, e non voglio ripetermi.

Però una cosa mi è sempre piaciuta, se si può dire che un momento di quelle giornate d'inferno sono piacevoli. E' un fatto accaduto che voglio sempre ricordare. Maximilien Robespierre aveva la mandibola lacerata dal colpo di pistola che si era tirato (o che gli avevano tirato, le versioni differiscono), non poteva più parlare, era infiammato dalla febbre e dal dolore, e i Termidoriani non gli diedero nessun aiuto, non chiamarono nessuno, insomma, non gli concessero di morire in modo decente, o quanto meno cosciente, cosa che secondo me è abbastanza mostruosa per me.

Ma in quella notte, nella notte tra il 27 e il 28 luglio, ci fu un uomo che rimase accanto a Robespierre, tenendogli sempre la mano. E quell'uomo era Saint-Just, l'Arcangelo della Morte, la Spada in una Tomba.
E Quando gli dissero che non doveva stare lì rispose che "il posto degli amici è qui".

Solo questo voglio dire. Solo questo ho detto.

Povero Fenthick!!!

Author: Monsieur Henri /

Solo un commento!! Mamma mia che sfiga!! :D E lo dice la Signora Somma!!! Bah... prima o poi non me ne morirà uno, eh? Forse...

BDC - Ricordi di Infanzia

Author: Monsieur Henri /

Non so perché mi sia tornato in mente, a dir la verità... Forse il caso, forse tutte quelle foto che ho fatto caricare all'Ele di quando ero piccolina... Ma ci fu uno ed un sol gioco per computer, nella mia infanzia, degno di questo nome, e il suo nome era BDC: "Beyond Dark Castle". Era dell'87, bianco e nero, due dimensioni, proprio la base che più base non si può!!

E ora ho ritrovato... il SEGUITO!! Uscito proprio quest'anno, Return to the Dark Castle, ho la demo, per ora. Ma quando si è aperto, benché ora sia a colori (ma sempre a due dimensioni è restato) mi si è aperto il cuore. Sì, come allora, tutto come allora, le scale malefiche, i topi, le guardie, i gnìgnìgnìgnà, le orbs, e tutte quelle chiavi, gli elisir, le corde... i prigionieri che ti guardano speranzosi che tu li liberi (e non puoi farlo, non sono cattiva io!) e che scuotono la testa indicandoti quale delle due è la chiave giusta e da quale, invece, cadrà il masso da 16 tonnellate... e gli avvoltoi, i serpenti, lo pseudo elicottero a benzina... e ora anche i computer (geniale, in un castello medievale... e sono tutti Mac eheh!!), i guardiani che ammazzavi proprio a mazzate, anche con la pala!! Insomma, tutto ciò che era è...

E lo so, ho visto milioni di giochi nuovi, iper 3D, ci ho giocato... ma questo ha un retrogusto, che probabilmente solo io provo, ma che è bellissimo.

Mi ricorda le giornate con Richi, e i trucchetti che avevo trovato. Mi ricorda tantissime cose!

E devo ringraziare Ele per quello che sta facendo ora :P Perché è davvero una cosa bellissima, a cui tengo veramente tanto!

Qui due screen, questa è una delle stanze principali (non c'era nel vecchio, ma rende l'idea!)



E qui la schermata d'avvio... retro al punto giusto, vero?


Se c'è per Pc vi consiglio anche solo una volta di vederlo... vale la pena, anche se non è in 3D!! ^^

Un po' di lirica!!

Author: Monsieur Henri /

Questo post non ha proprio un vero senso! Semplicemente ieri, mentre andavo in campagna con la radio accesa, ho messo su il Ballo in Maschera di Verdi, c'era Di Stefano che cantava, con quella voce tanto bella e tanto chiara... E mi sono chiesta... qual è la mia top three di lirica? Quelle tre arie che farei conoscere a qualcuno per iniziarlo un pochino all'opera? Non parlo di opere in sé. Ma ognuna di queste tre arie è da ognuna delle mie tre opere preferite. Lucia di Lammermoor (Donizzetti), Tosca (Puccini) e Ballo in Maschera.

Per questo volevo mettere le mie tre arie preferite, cantante dal mio cantante preferito:

-Lucia di Lammermoor-
Tombe degli Avi Miei
A te vengo (è il proseguo della prima! E questa edizione è quella in assoluto che preferisco, quella su cui sono cresciuta! ^^)

-Tosca-
E lucevan le stelle


-Ballo in Maschera (qui non c'è quella cantata da Di Stefano, purtroppo... ma Domingo va bene! ^^)-
Forse la soglia attinse
Di' tu se fedele... (questa non è la mia preferita, ma merita, secondo me! ^^

Pensieri pensieri pensieri...

Author: Monsieur Henri /

E' strano... dopo quello che è successo al concerto dei Wolfstone e che non so se racconterò, se non altro perché è stato un piccolo pezzo di intimità tra me e la Francy che vorrei rimanesse soprattutto nei nostri cuori... è strano, non faccio che pensare a Massimo.

Cioè, non a lui strettamente. A quello che si era creato in me e attorno a me.

Al mio amore fulminante e senza cognizione, ai miei sogni in cui continuavo a perderlo, a quei fiori, a quel sorriso e a quel bacio, ai miei rossori e ai miei sospiri.

Al momento in cui lessi quella lettera della Francy, "Tu di Massimo avevi un'idea perfetta: fermo, cristallizzato nell'attimo del suo splendore, con la voce piena e i vestiti sfarzosi, l'atmosfera del palco. Un'immagine perfetta destinata a non subire mai gli inevitabili cambiamenti dell'uomo. Ecco perché sei rimasta delusa. Nella realtà Massimo è ingrassato, si è tagliato i capelli: segno che la vita corre, e anche velocemente. So che stai male per questo... voglio solo che tu sappia due cose: la prima è che devi stare calma, perché presto di passerà (fidati!), la seconda è che comunque devi sempre contare su di me".

Al momento magico in cui mi ha guardato, ed ero nel palco 17.

Al momento in cui mi ha chiesto "ti piacciono i fiori?"

Al momento in cui la Spallanzani mi ha presentato a lui dicendo "questa è una tua grande fan".

Ma stranamente anche tutto questo passa in secondo piano. Ciò che è inciso come a fuoco nel mio cuore, nella mia mente, in ogni cosa che faccio. Ed è il commento di mio padre: "Smettila di fare la cretina".

Ma si dicono queste cose? Voglio dire, lui o mia madre per lui sono mai stati innamorati in quel modo assurdo che sai essere impossibile, e che forse vorresti rimanesse sempre impossibile? Perché è questo! Se da una parte io sapessi che lui ancora si ricorda di me sarei in estasi, però mi sembrerebbe come por fine ad un sogno, uno sogno da sempre avuto. "Era meglio ristare, guardar oltre, sognare... Il sogno è l'infinita ombra del vero", diceva Pascoli, ed è vero. Ma questo non c'entra. Avrei voluto avere dei grandi che mi dicessero che andava tutto bene, che poteva succedere, non dei grandi a cui io dovessi nascondere. Avrei voluto, per una volta, che i miei diventassero miei amici, se non altro mia madre.
Perché ora che lei è tutta fan di Freddie Mercury mio padre non le dice nulla? E assicuro che si comporta molto più da bambina di quanto non feci io allora. Perché i grandi non capiscono? Ti vogliono proteggere? Ma che cosa credeva facessi con Massimo? Nulla! E per moltissimi motivi. E non rimpiango di non aver potuto far di più.

Insomma... perché ora la Francy può parlare liberamente con sua madre di quello che prova per Stuart, ora che ha più di vent'anni ed è fidanzata in modo fortissimo, e io non potei farlo allora, in un momento in cui mi sentivo tanto sperduta?

E non parlarne allora mi fa male anche adesso, non penso ad altro, è terribile!

E odio la storia che non si fa coi se in questi casi!